Siamo velocemente passati dall’imprenditore 2.0 a quello 4.0 a conferma di quanto sia veloce e galoppante il cambiamento che siamo chiamati a vivere ma soprattutto che ci mette nelle condizioni di dover pensare e agire in modo diverso da quello fatto fino a oggi. 

La storia insegna che il cambiamento è l’anima di tutto e fa parte dell’esistenza e il business di una azienda non può esimersi e sottrarsi dalla regola che nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. In questa legge della conservazione della massa il concetto di eterno cambiamento diviene stimolo per progredire e accedere a nuove idee, nuove risorse che permettono all’imprenditore di evolvere il proprio business a patto che l’imprenditore stesso evolva e accetti l’idea del “nuovo costante” come aspetto normale della propria quotidianità. Non esiste impresa senza accettazione del cambiamento come “costante non variabile”. In sostanza: chi si ferma è perduto! 

Quante aziende non hanno saputo reagire al cambiamento dei mercati dovuto alla crisi globale generata e voluta dal sistema? Quante aziende hanno creato disoccupazione, hanno creato disperazione nelle persone a cui davano lavoro? Albert Einstein sosteneva quanto segue:“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato”.

Se lo avesse detto il sottoscritto molto probabilmente sarei stato messo sulla graticola ma essendo lui una personalità dalle grandi intuizioni diventa comprensibile la sua credibilità. Non fosse altro per il fatto che la sua fu una intuizione elementare, chiunque si soffermi a riflettere non può non vedere la semplicità e la veridicità di quanto affermato da Einstein. Senza cambiamento non c’è evoluzione, non c’è crescita, il cambiamento è l’essenza dell’esistenza dell’uomo in ogni aspetto, altrimenti, come dico spesso, senza il cambiamento saremmo ancora dentro le caverne. 

Ma cosa significa cambiamento? In molti scrivono sulla necessità di cambiare modo di fare impresa e l’ultima moda riguarda le centinaia di cooperative di sostegnoche sono nate su tutto il territorio con lo scopo di aiutare gli iscritti alla cooperativa in modo reciproco. In sostanza società di mutuo soccorso che valorizzano esclusivamente coloro che aderiscono alla cooperativa e ignorano le realtà esterne. Il più forte (chi aderisce alla cooperativa) sopravvive e il più debole (coloro che non vi aderiscono) viene eliminato. In questo caso viene un po’ stravolto il concetto evidenziato da Dale Carnegie prima e Napoleon Hill poi sull’importanza di creare partnership, più comunemente conosciuto come unione di cervelli. Questo è si un  aspetto importante per mantenere vivo il proprio business ma a lungo andare da solo non basta e i dati lo confermano. 

Ma se nonostante tutto quello che stanno provando a fare certi imprenditori (soprattutto delle  PMI) il tanto decantato successo e incremento dei fatturati non arriva, di quale cambiamentoabbiamo quindi realmente bisogno per progredire e rendere più sostenibile e fiorente il nostro business? Dove sta nascosto il reale significato della parola “successo”? Credo profondamente che in questa domanda stia racchiusa la soluzione a diversi problemi, non ultimo quello dello sviluppo e della crescita della tua azienda. 

Un’altra legge afferma che per vedere un cambiamento all’esterno (fuori di noi) dobbiamo prima di tutto creare – cambiare noi stessi! Se l’imprenditore non comincia a pensare in modo diverso, in modo nuovo, non comincia a prendere nuove decisioni e non agisce in modo diverso allora il suo sarà un inesorabile declino e con lui quello della sua azienda. 

Nonostante se ne parli ormai da tempo, uno degli aspetti che tutt’ora l’imprenditore medio (cre!) tende a trascurare è quello delle opportunità di crescere e imparare in un momento storico dove chi sa vive e chi non sa muore. L’imprenditore medio (cre!) utilizza ancora strumenti ormai obsoleti per selezionare il personale che il più delle volte risulta inadatto alle proprie esigenze e aspettative; l’imprenditore medio (cre!) crede di sapere già tutto sulla gestione della propria azienda e sulla gestione delle risorse da lui stipendiate, ma poi quando qualcosa va male è colpa di questo o di quello, commercialista compreso. E come se non bastasse non sa neppure gestire sé stesso. 

Oggi l’Imprenditore con la “I” maiuscola sa gestire al meglio le proprie emozioni, utilizza nuovi strumenti per selezionare le migliori risorse, è informato su tutti gli aspetti della propria attività, da quello fiscale a quello manageriale passando per quello dello studio dei mercati e dei propri competitor, l’Imprenditore con la “I” maiuscola trova e investe il suo prezioso tempo per garantire prosperità alla propria azienda e il pane ai propri dipendenti attraverso una formazione mirata alle proprie esigenze! Una volta bastava una calcolatrice, un pezzo di carta e una penna per fare due conti ma oggi il mercato è cambiato, viviamo nel mercato globale e chi non investe nella sua propria formazione e quella dei propri manager e dipendenti sarà inevitabilmente sovrastato da coloro che invece vedono nella conoscenza lo strumento per vivere quel cambiamento a cui è chiamato l’Imprenditore moderno. 

Se non investi almeno il 3% del tuo fatturato in formazioneallora sappi che hai già la risposta del perché gli Imprenditori con la “I” maiuscola vanno a mille (grazie alla crisi) mentre l’imprenditore medio (cre!) arranca e nel peggiore dei casi chiude i battenti (per colpa della crisi).  

Se ancora non è chiaro ritengo sia sufficientemente evidente guardandosi attorno che gli imprenditori di successo continuano da sempre a investire nella formazione su sé stessi e sulle loro risorse manageriali consapevoli del fatto che coloro che arricchiscono la propria cultura nel mondo del lavoro attraverso una migliore conoscenza della scelta dei propri collaboratori, una migliore gestione degli stessi e una migliore conoscenza della gestione delle proprie emozioni  saranno coloro che avranno chance migliori per sopravvivere al cambiamento nel mondo del lavoro, del business, del successo. 

Cambiamento significa abbandonare il vecchio sistema e abbracciare il nuovo, cambiamento significa iniziare a vedere le persone come risorse e non come strumenti a perdere, cambiamento significa rispetto e non sfruttamento, cambiamento significa opportunità e non sconvenienza, il cambiamento significa conoscere e non attaccamento al vecchio, cambiamento significa stare al passo con lo stesso e non seduto sulla panchina col vecchio.  

Una maratona inizia sempre con un piccolo passo, un imprenditore medio (cre!) può trasformarsi in Imprenditore con la “I” maiuscola, sta a te decidere chi e cosa vuoi essere. Chi non si forma si ferma. Questa è la semplice differenza tra la “I” e il “cre!”. 

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